La religione soffre ormai di una crisi di identità, proprio come il mondo che con essa convive. È possibile ripensare una religione, ripensare la religione così da mostrarne la bontà per il mondo e le persone, piuttosto che i suoi limiti e le sue incoerenze? Prendiamo spunto da questo breve testo per stimolare un po’ la nostra mente…

Secondo il pittore surrealista spagnolo Dalí, Francesc Pujols fu il più grande filosofo catalano della prima metà del Novecento, come si vede dal monumento a lui dedicato, proprio all’ingresso della casa-teatro del museo Dalí a Figueres (Girona).

Nel 1927 questo filosofo dedicò all’architetto cristiano Antoni Gaudí un piccolo libro dal titolo “La visione artistica e religiosa del Gaudì”.

In quest’opera, a tratti un po’ strana, Pujols definì quell’artista come “il miglior frutto artistico della Catalunya”.

Davvero orgoglioso di averlo conosciuto, annota le sue perplessità riguardo al credo religioso di Gaudì: perché un catalano così grande ha dedicato la sua più grande opera, la Sagrada Familia, alla falsa religione cattolica?

Proprio un figlio della Catalunya, terra destinata a sconfiggere la menzogna sostenuta dal papa e compagni, sostituendola con una verità razionalmente dimostrabile, “la scienza universale catalana”, ideata nel Medioevo da un altro catalano, Ramon Llull.

Il paradosso è che quest’ultimo, non solo era cattolico, ma è addirittura considerato santo dalla Chiesa cattolica.

Che dire?

Pensaci un po’ su…